! Metti in pratica quello che sai!

Abitudini, Miglioramento, Recensioni 5 Comments »

Ciao!

Quante volte capita di apprendere un sacco di informazioni, ma spesso non riuscire a mettere in pratica quello che sai? Ti è mai capitato? A me è capitato molto spesso eccome, in passato!

Tanti corsi dal vivo frequentati, decine di libri letti al mese, decine e decine di audiocorsi ascoltati e videocorsi visti… a cui sono davvero molto grato… in quanto hanno arricchito molto le mie conoscenze… ed ampliato e cambiato il mio modo di pensare in positivo …

solo un piccolo particolare rilevante: un sovraccarico impressionante di informazioni, 8O

che mi portarono a riflettere sinceramente ed a chiedere in tutta onestà a me stesso:

metti in pratica quello che sai?

Avevo capito che non bastava imparare tante informazioni che potessero migliorare la propria vita o cambiare i modi di pensare in meglio, occorreva mettere in pratica ciò che imparavo,

altrimenti avrei semplicemente arricchito la mia cultura personale, senza mai agire!

Senza contare che se non si applica quanto imparato, ti dimentichi tante cose e soprattuto, non puoi sapere se una cosa funziona davvero!

Applicando, si impara davvero e le informazioni vengono assorbite dal corpo a livello cellulare!

Voglio sinceramente consigliarti il libricino “Metti in pratica quello che sai” di Ken Blanchard, Paul J. Meyer e Dick Ruhe.

Evita di sottovalutarlo perché è piccolo…

questo libricino è DI GRANDE VALORE e con me ha fatto davvero la differenza, insegnandomi l’importanza dello spingersi all’azione! ;-)

Non certo aria fritta… perché…

AGIRE + USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT: sono la CHIAVE PER REALIZZARE I TUOI SOGNI!!!

In pratica una miscela DAVVERO esplosiva!!! :-)

Dalle pagine del libro, traspare il fatto che gli autori hanno 12 marce in più… e si capisce perché siano persone di grande successo! Nulla avviene per caso! :-)

Per apprendere pienamente, occorre mettere in pratica quello che sai!

LA VERITÀ è che, il solo apprendere è piacevole e comodo, mentre mettere in pratica costa fatica!

Leggere, ascoltare o vedere è più passivo, mentre agire è più attivo e richiede più energie.

Nel libro, vengono dati tanti accorgimenti pratici, per superare ciò che gli autori indicano essere le tre maggiori problematiche che impediscono il mettere in pratica:

  1. il sovraccarico di informazioni (meglio poche ma buone);
  2. il filtro negativo (l’essere scettici senza provare, a causa delle proprie credenze limitanti);
  3. la mancanza di follow up (non avere un seguito motivante che stimoli ad applicare quanto appreso).

VI è un bellissimo detto antico, che dice:

La sola teoria è pura filosofia, la sola pratica è ignoranza!

In pratica, teoria e pratica devono andare a braccetto! :-)

Voglio rivelarti a questo proposito, per la prima volta, questo episodio:

pensa che tramite un’operatrice Pyramidal Memories Trasmutation (P.M.T.), durante una seduta, mi fu detto da entità angeliche: Dopo tante informazioni, fermati per un po’, è giunto per te il momento di mettere in pratica tutto quanto hai appreso!.

… con tanto di dettagli personali che solo io potevo sapere e che ovviamente non sto qua a rendere pubblici. Sono sicuro che mi capirai.

Quindi, più chiaro di così! ;-)

Sembra un episodio di fantascienza? Eppure è la verità, su quanto accaduto!

Ti auguro una buona messa in pratica!

Buona giornata, un grande abbraccio,

Giulio

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> Quando usare: “perché” o “come”.

Comunicazione No Comments »

Ciao,

ti sarà capitato di sentire o dirti: “Perché, perché succedono tutte a me?”, “Perché non riesco?” , “Perché mi ha lasciato?” od altre frasi simili poco potenzianti… vero?

Hai dei dubbi che l’uso di perché o come non faccia differenza? :-?

Purtroppo per cultura sociale il pensiero delle persone tende a focalizzarsi sugli aspetti negativi di un evento o di una situazione. Le parole usate verbalmente o mentalmente hanno un influenza devastante sul nostro stato d’animo, e non è un caso che il 70% dei vocaboli e sinonimi usati in media da una persona (nella cultura occidentale), sono negativi anziché positivi. In questo articolo parleremo di quando usare due parole molto importanti: perchè e come.

Perché o come, cambiano il tuo stato d’animo.

Partiamo dal fatto che domande di qualità, generano una vita di qualità!

Se ci facciamo le domande sbagliate e limitanti, il nostro stato d’animo avrà delle ripercussioni negative.

Quindi dobbiamo fare attenzione a quello che ci diciamo o ci domandiamo: l’uso di perché o come, possono fare una grande differenza! 8O

Usare il perché in una domanda, approfondisce molto il significato di qualcosa, pertanto se usiamo continuamente una frase del tipo: “Perché non riesco in questo?”, od altre frasi simili, cosa accade?

Vado ad approfondire, il mio stato di frustrazione perché non riesco in quella cosa e quindi il cervello andrà a rinforzare il mio stato d’animo negativo, fino a generare ulteriori dubbi sulla mia autostima e sulle mie capacità, ponendomi in uno stato d’animo ben peggiore (come nella figura sopra).

Di conseguenza, probabilmente entrerò in un ciclo limitante in cui il mio dialogo interno mi porterà a dire che sono una buona a nulla, sono un fallito, ecc. finendo per intaccare la propria identità (che è la cosa peggiore). :-(

Noi non vogliamo che accada questo, vero? ;-)

Usare il perché o come al momento giusto, fa la differenza!

Anziché focalizzarsi sul problema, occorre focalizzarsi sulle possibili soluzioni! :-)

Quindi invece di usare il perché è FONDAMENTALE usare il come in una domanda, in quanto forza il cervello a trovare delle soluzioni a quella situazione. Il risultato è di gran lunga ben diverso ed ha un impatto più ottimistico e motivante sul tuo stato d’animo: in pratica anziché piangerti addosso, ti spinge ad agire ed a pensare in positivo (come nella seconda figura).

Quindi per tornare all’esempio visto precedentemente, potrei chiedermi: “Come posso riuscire in questo?”, oppure “In che modo posso riuscire ad essere brava in questo?”

Ben diverso da prima… non credi? ;-)

Sappi, che nessuno nasce imparato in qualcosa ed è sempre possibile imparare e diventare bravi o trarre esperienza da certe situazioni.

Voglio concludere questo articolo regalandoti una chicca:

quando usare allora il perché al momento giusto? :-)

Abbiamo detto che l’uso del perché approfondisce… giusto?

Quindi cosa vogliamo approfondire? Esatto, stati d’animi positivi!

Quindi useremo il perché nelle domande, SOLAMENTE per approfondire situazioni che ci fanno star bene o che fanno star bene gli altri, magari dopo situazioni positive o dopo che abbiamo fatto od hanno fatto bene qualcosa.

Una sorta di rafforzamento del dialogo interno positivo e della propria autostima o di quella altrui (ovviamente per le persone di cui nutriamo un sincero interesse positivo)… anche se a pensarci bene…

dovremmo essere più aperti positivamente verso tutti, anche con qualcuno o qualcuna che ci crea un certo fastidio emotivo… in quanto se andiamo ben a scavare in profondità, è possibile che alcune di tali caratteristiche,  siano proprio in risonanza con le nostre. ;-)

Buona serata,

Giulio

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* I segni del destino: miracoli od altro?

Ignoto, Spiritualità 2 Comments »

Buona sera,

spesso eventi non spiegabili o strane coincidenze accadono nelle vite di molte persone. Talvolta tali coincidenze, capitano una sola volta (in maniera lampante) nella vita o talvolta si ripetono nel corso degli anni o mesi. Talvolta accade anche che tali ”coincidenze” sono accompagnate da molti segnali impercettibili che si manifestono nella nostra realtà fisica dei cinque sensi in varie forme:

sono quelli che Gian Marco Bragadin chiama i segni del destino.

Si tratta di miracoli, di fortuna od altro?

Per farti riflettere… voglio mostrarti questo filmato “La chance” (indicatomi da un mio collega)… 8O

I segni del destino vogliono darci un messaggio

Tale filmato, è concatenato con altri della stessa serie… peccato che la qualità non è proprio la migliore.

Secondo la legge di attrazione (di cui affronteremo ampiamente in altri articoli sotto vari aspetti scientifici e spirituali) e secondo le nuove scoperte fuori dall’ordinario della fisica quantistica, ci attiriamo gli eventi della nostra vita in base ai nostri pensieri ed alle vibrazioni energetiche emanate… quindi stando a questa ipotesi attiriamo tutto ciò che ci accade.

Se non hai mai sentito parlare di legge dell’attrazione e di fisica quantistica… capisco che è un po’ dura da digerire. :-)

Considero predominante la nostra responsabilità di creare la propria vita, non tanto per la legge dell’attrazione (che la ritengo realmente possibile), quanto per la capacità di uscire fuori dalla zona di comfort, dove ci arricchiamo e ci evolviamo concretamente come persone attraverso nuove conoscenze ed esperienze…

… ed è proprio lì che possiamo davvero realizzare i nostri sogni.

Ed allora ti chiederai: se siamo i responsabili della nostra realtà, cosa ci combinano i segni del destino? :-?

I segni del destino si ripetono e vogliono dirci qualcosa

Ho trovato interessante il punto di vista di Gian Marco Bragadin nel libro “I segni del destino” per scoprire il significato di cosa accade nella vita di una persona, ed ho trovato molto interessante anche il successivo lavoro con libro e DVD “Segnianalisi – Come Interpretare Segni e Coincidenze”, in cui l’autore parla per esperienza, del fatto di scrivere giornalmente su un diario gli episodi che ci accadono.

Scrivere cosa ci accade (anche se può non avere un senso), è importante, in quanto, dopo un po’ di tempo rileggendo tutti gli episodi e gli eventi scritti, è molto probabile che ci possiamo trovare un legame fra loro. Tale legame è il messaggio che dobbiamo capire. Senza la scrittura e confronto di tali segni, è difficile estrapolare un collegamento più profondo e non apparente. Spesso certi segni si ripetono e sono talmente insistenti, ma noi non li prendiamo neppure in considerazione o non li diamo peso. In questi segni continui è possibile che vi sia qualcosa riguardo una nostra situazione di vita.

Quindi allora, dobbiamo affidarci ad i segni del destino od il destino lo creiamo noi?

La duailità di questa domanda è molto pericolosa a mio giudizio, in quanto la prima è una posizione più passiva in attesa che ci affidiamo a qualcosa, mentre la seconda è molto più attiva e ben consapevole di voler arrivare a ciò che desideriamo realmente.

La mia ovviamente è una opinione personale, però basata sull’esperienza di essere passato da una vita passiva in attesa (nei primi 30 anni di vita) ad una più consapevole delle mie capacità e dei veri desideri (fidandosi ed ascoltando la propria voce interiore, andando oltre le personali paure).

Ognuno faccia naturalmente cosa sente… e ci mancherebbe.

A mio parere è possibile anche dare credito ad entrambe le posizioni:

ovvero, facciamo il possibile per essere gli artefici convinti della nostra vita fuori dalla zona di confort alla scoperta delle nostre vere capacità sopite, ed ogni tanto, magari cerchiamo di capire cosa vuole dirci quella particolare situazione di vita.

Ognuno faccia il proprio gioco. ;-)

Ciao, buona serata,

Giulio

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? Cosa vogliono le donne?

Seduzione No Comments »

Ciao,

alla domanda: “cosa vogliono le donne?“, tu cosa risponderesti?

Qualche anno fa forse avrei risposto: “Bella domanda, non lo so!“. :-)

Incuriosito come uomo dalla risposta irrisolta, e dalle leggende metropolitane contrastanti che aleggiavano fra le persone che conoscevo,…  scattò in me qualcosa che mi spinse in una lunga ed estenuante ricerca, ma al tempo stesso affascinante, proprio nel cercare di scoprirlo. :-)

In qualità di mezzo ciarlatano, adesso per sintetizzare, risponderei: “quello che vuole l’uomo, ma in modalità ben diversa!”. :-)

Quindi cosa vogliono le donne?

Per rispondere alla domanda, potremmo anche chiederci: “Perché le donne e gli uomini si comportano in modo diverso?”.

Ovviamente non è bene generalizzare etichettando donne od uomini per categorie, ma la prima motivazione importante da prendere in grande considerazione per capire cosa vogliono le donne, è la diversa struttura biologica a livello celebrale ed ormonale.

Gli emisferi del cervello di una donna sono collegati da molti più collegamenti all’interno del corpo calloso e questo permette di trasferire le informazioni da un emisfero ad un altro molto più velocemente. Questo è uno dei motivi per cui le donne riescono a fare più cose contemporanemente, compreso il parlare.

Non è un caso infatti che vi sono delle aree del cervello relative all’uso della parola, più sviluppate nella donna. In media una donna pronuncia giornalmente il doppio od il triplo di parole rispetto ad un uomo.

Lo stato emotivo di una donna è molto più altalenante a causa del ciclo mestruale e del maggior numero di ormoni presenti nel suo corpo rispetto ad un uomo. Spesso si crea una vera e propria tempesta ormonale, da influenzare l’umore e lo stato emotivo di una donna.

La diversa struttura biologica è il primo passo per capire cosa vogliono le donne

Se sei interessato ad una lettura scorrevole sulla tematica, ti suggerisco l’ebook di Giancarlo Fornei“Cosa Vogliono le donne?”

Come si evince dal titolo è più rivolto ad un pubblico maschile, anche se le differenze evidenziate fra uomo e donna, possono essere utili anche alle donne, per capire qualcosa di più sugli uomini.

Forse il quadro che viene descritto da Giancarlo sugli uomini all’interno dell’ebook è secondo me un po’ troppo esagerato e generale, e non tutti gli uomini possono essere categorizzati secondo quel profilo.

Vi sono anche uomini che sono attratti da cosa l’altra persona ti trasmette a livello emotivo od empatico caratteriale o per interessi comuni, piuttosto che da un paio di tette o da un sedere da urlo! ;-)

Fortuna che sia così. ;-)

Anche il questionario fatto su un campione di donne diverse è interessante e se ne traggono dalle risposte informazioni curiose e sicuramente utili per capire cosa vogliono le donne.

Mi ha colpito DAVVERO MOLTO la risposta di una donna (a cui vorrei stringere volentieri la mano):

Gli uomini sono figli delle donne e da chi sono educati? Da chi prendono esempio? Di solito sono proprio le madri che fanno di tutto affinché il figlio non sia coinvolto in -cose di donne-.

Quindi donne poi non lamentatevi! :-)

Al di là della battuta, personalmente credo che indipendemente dal sesso di appartenenza, sia molto IMPORTANTE cercare di avere sincero interesse e curiosità verso il mondo del sesso opposto… ne scaturirà sicuramente un arricchimento per entrambi e relazioni di gran lunga più soddisfacenti.

Troppo facile dire che l’altra persona non ti capisce.

Personalmente ho apprezzato il questionario descritto nell’ebook, ed è anche vero che un conto è quello che si dice a parole ed un conto sono i fattori subconsci che scatenano l’attrazione per una persona. ;-)

L’attrazione non è una scelta razionale!

Ciao, buona giornata,

Giulio

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? Quale è la tua parola?

Potenzialità del Cervello, Scoperta di se No Comments »

Ciao,

facciamo questa settimana un gioco: se tu riflettessi su quello che veramente senti di essere… e mi riferisco alla parte più profonda e vera di te stesso o te stessa… quale è la tua parola?

Mi spiego meglio: se tu potessi scegliere una sola parola per definire chi sei, per definire la tua vera essenza, quale parola sceglieresti?

Quale è la tua parola più rappresentativa?

Ti senti ad esempio un animale (lupo, aquila, cane, gatto, leone, ecc.), un cristallo (quarzo, diamante, smeraldo, ecc.), oppure un elemento della natura (cielo, acqua, prato, tuono, ecc.), oppure un modo di essere (vivace, seduttivo, provocante, motivatore, tranquillo, comunicatore, rilassante, ecc.), oppure un sentimento (amore, passione, felicità, gioia, ecc.), oppure un’idea astratta (luce, libertà, connessione, armonia, esperienza, ecc.) oppure… qualsiasi altra cosa ti viene in mente… anche la più strampalata?

Importante è che sia vera… per cui, per favore, non razionalizzare! :-)

Puoi anche scegliere più di una parola solo se ne servono di più per specificare meglio la persona, l’oggetto, il concetto o l’idea scelta da te: ad esempio…  quarzo rosa, monte bianco, cane lupo, ecc.

Credo che avrai capito il concetto.

Non sottovalutare questo gioco: perchè la tua parola (o le parole) che verrà fuori, ha sicuramente un origine MOLTO profonda a livello del tuo subconscio, legato a tutto il tuo percorso evolutivo passato di questa vita (o per chi fra voi lo ritiene possibile, anche di vite passate).

Fra parentesi… parlerò di vite passate anche nel mini corso “Alla Scoperta dei tuoi Poteri Straordinari”, a cui potrai avere accesso entro la fine dell’anno. :-)

Quindi, ricapitolando…

Quale è la tua parola più profonda e vera?

Se quella tua parola la senti così forte e vera e non ha niente a che vedere con quello che stai facendo attualmente o con la tua vita attuale… allora c’è un vocina interiore che ti sta URLANDO quella che è la parte più straordinaria di te e quello che sei veramente!

Forse è giunto il momento di avere il coraggio di ascoltarla! Non credi? ;-)

Siamo in un tempo di risveglio delle coscienze… qualcuno meno male se ne sta accorgendo… ;-)

ti consiglio di vedere il film con Julia Roberts: Mangia prega ama… forse ti farà riflettere e risvegliare qualcosa di sopito. Chi può dirlo? ;-)

All’inizio credevo che questo film fosse la solita stupidaggine… invece mai fermarsi alle apparenze od alle proprie convinzioni… pensa un po’ ti invito a vederlo! ;-)

Perchè la realizzazione dei nostri veri Sogni inespressi… inizia proprio dallo scoprire chi siamo realmente e da cosa desideriamo davvero… occorre solo lasciarsi andare ed abbandonarsi alla nostra guida interiore.

Vale la pena rischiare!

La tua parola può essere un primo indizio. ;-)

Buona giornata,

Giulio

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