# Vale la pena di arrabbiarsi?

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Ciao,

quante volte ci capita di arrabbiarsi … a chi non è successo?

Quel che piuttosto dovremmo chiederci è:

Vale la pena di arrabbiarsi?

 

Vi è un detto che dice:

 

Se c’è rimedio perchè ti arrabbi?

Se non c’è rimedio perchè ti arrabbi?

 

Lo so che non è sempre facile … ;-)

E’ anche vero che spesso ci arrabbiamo realmente per delle stupidaggini con oggetti o situazioni … :-(

Considera che la rabbia mette in moto ormoni e neurotrasmettitori che possono provocare squilibri e danni all’organismo, senza contare che le fibre muscolari perdono potere e robustezza, provocando alla lunga dei problemi alla salute.

Ora lungi da me da crearti allarmismi … per carità …

credo comunque che il vero problema sia a monte … ovvero se certe situazioni che generano la rabbia, siano alla fin fine delle gocce che fanno traboccare il vaso di una situazione precedente che si è creata a livello inconscio. In pratica quelle situazioni critiche che fanno arrabbiare, toccano il tuo vero io e fanno vibrare certe tue corde interiori che ti fanno scattare come una molla!

Quindi  spesso non è tanto la situazione in se ad essere la vera causa della rabbia.

Il discorso è complicato quando la nostra rabbia coinvolge anche situazioni con altre persone!

In tal caso, quel che dovremmo chiederci è:

 

cosa ci fa sentire arrabbiati: noi stessi o gli altri?

 

Quando vi sono coinvolte le altre persone, sarebbe opportuno non cadere nel circolo vizioso delle offese o ferite verbali che possono deteriorare un rapporto od un’amicizia.

Lo so benissimo che a volte vi sono delle situazioni che non sono per niente facili.

Se proprio hai voglia di sfogarti quando sei da solo… fatti una corsa,grida a squarcia gola oppure sfogati con un cuscino… può aiutare ;-)

sappi però che occorre comunque sciogliere l’origine o la causa della rabbia a monte …  altrimenti le situazioni scatenanti si ripeteranno … perchè ci sarà sempre una goccia (fattore esterno) a scatenare il traboccamento.

Per svuotare l’organismo dai veleni della rabbia, è necessario liberarlo dallo stress, dalle preoccupazioni a livello subconscio, utilizzando ad esempio, l’ottimo audio CD del Dott. Roy Martina – “Lasciare Andare”.

Non hai tempo per ascoltarlo?

Non ti preoccupare!

La cosa fantastica del subconscio è che è sempre in ascolto e quindi puoi ascoltare questo CD anche mentre dormi. 8O

E la prossima volta che ti arrabbi, prova a chiederti: “vale davvero la pena arrabbiarsi?”

Provare per credere! :mrgreen:

Buona serata,

Giulio 

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* Comunichi senza cambiare il tuo stato emotivo?

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Ciao,

voglio porti una domanda:

sei una persona che di solito comunica senza cambiare il suo stato emotivo?

Potrà sembrare un domanda banale, ma vorrei che tu ci rifletta realmente con calma… prenditi tutto il tempo necessario e ripensa a qualche occasione passata…

Comunicare con integrità è fondamentale nei rapporti sociali o nelle relazioni instaurate affinché queste risultino più vere… senza contare che allo stesso tempo anche noi stessi, saremo percepiti per quello che siamo realmente… senza tante maschere inutili.

Nell’articolo precedente avevamo anche parlato del fatto che apprezzare se stessi o se stesse (con i propri difetti e qualità), è importante per essere meno influenzabili dai giudizi e dai fattori esterni dovuti alle altre persone… anche se non è sempre facile, lo so.

Allora capovolgendo la domanda…

può un cambiamento del tuo stato emotivo alterare il modo in cui comunichi con gli altri?

Ovvero, se da uno stato di tranquillità emotiva, passi ad uno stato di agitazione… questo influisce anche su come ti relazioni agli altri in quel preciso momento? In pratica continui a mantenere una comunicazione integra senza alterazioni?

Forse riflettendo su quanto letto, avrai capito che questi due aspetti: comunicazione e stato emotivo… inevitabilmente, sono strettamente collegati. La società di oggi è piena di esempi… basta osservare con attenzione la realtà quotidiana. :-(

Spesso avviene anche il contrario… alteriamo noi la nostra comunicazione (anche non verbale) per evitare (o per paura) di alterare il nostro stato emotivo in un modo a noi poco graditodovuto ad un qualcosa od un valore per noi importante che tocca le nostre corde emotive.

 

Per farti capire meglio, voglio farti un semplice esempio legato ad un episodio di diversi anni fa … che a posteriori mi ha fatto riflettere molto … si tratta ovviamente solo di un esempio.

Passavo sempre da un semaforo per tornare a casa e vi era un lavavetri molto insistente, che nonostante il mio dissenso gestuale con la mano, iniziava comunque a lavare ed imbrattare i vetri della mia auto.

Non che abbia nulla contro i lavavetri (e ci mancherebbe)… :-)

era solo il comportamento di quel ragazzo che mi faceva arrabbiare alterando il mio stato emotivo…

Cosa accadeva infatti le volte successive che dovevo passare da quel semaforo?

Per non destare l’attenzione, fingevo di guardare da un’altra parte, facevo finta di avere avuto una giornataccia rimanendo imbronciato… mi agitavo nei peggiori gesti per evitare di farmi imbrattare i vetri, ma non serviva a nulla! :-)

Ammetto che la cosa mi dava molto fastidio! :oops:

Dopo un po’ di tempo ho capito che in realtà, l’alterazione del mio stato emotivo non era dovuta tanto alla persona specifica (per quanto insolente potesse essere)… ma al fatto che la gentilezza ed il rispetto, sono valori importanti per me!

In pratica, il mio stato emotivo si alterava a causa del fatto che inconsciamente quei due valori non erano tenuti in considerazione, e ciò era come se non fosse tenuta in considerazione una parte di me (con cui mi identificavo)!

Sembrerà eccessivo quanto detto, ma una volta capito questo concetto… risulterà più facile capire che una connessione profonda con una persona, avviene proprio se si ha maggiore convergenza di elementi e valori al livello con cui le persone identificano se stesse.

Dopo qualche anno riflettendoci, ho capito quanto fosse importante esprimere con chiarezza i nostri intenti quando sentiamo di doverlo fare… in quanto ho notato che comunicando con integrità, il proprio stato emotivo… viene molto meno alterato, perchè è un po’ come se il nostro subconscio o quella parte più profonda di noi, fosse in pace con se stessa per quello che ha comunicato con verità e sincerità!

Viceversa se non esprimiamo quello che sentiamo realmente, il nostro stato emotivo ne risentirà maggiormente.

Ti consiglio  di sperimentare. ;-)

Per tornare all’esempio del lavavetri (è solo un esempio ovviamente)… un buon caso di comunicazione integra potrebbe essere:  ”Ciao potresti darmi una pulita al vetro?” (questo nel caso tu lo desideri… altrimenti nel caso tu non lo voglia)… ”Ciao, oggi non desidero lavare i vetri“… e nel caso di sua insistenza… ”Mi spiace tanto, anche se lo fai, non ho monete per pagarti.“… senza tanti giri di parole od alterazioni del proprio stato! :-)

Questa sincerità mista ad educazione e rispetto altrui, ti accorgerai che alla lunga verrà apprezzata… anche se spesso la comunicazione è legata in genere anche alle aspettative che una persona ha riguardo ad un’altra.

Abbiamo fatto questo esempio, ma puoi trovare tanti esempi più importanti osservando la realtà quotidiana, nella comunicazione fra persone… ti consiglio di osservare…

ovvero fin che rimaniamo ad un livello superficiale nella comunicazione con un’altra persona (e non è detto che sia solo verbale), non ci sono problemi…

il punto cruciale è quando arriviamo a toccare dei livelli che toccano i valori con cui si identifica l’altra persona: se questi sono in disaccordo, avviene un conflitto!

Se invece vi è un disaccordo ad un livello superficiale di comunicazione (ad es. sul tempo che farà domani), in genere le persone non si sentono coinvolte più di tanto.

Questo concetto viene spiegato molto bene con semplici concetti di base, nell’interessante DVD “Comunicazione: il Segreto per Creare Relazioni di Successo”.

Ti invito ancora a riflettere e trovare una tua risposta alla domanda iniziale. :-)

Un abbraccio,

Giulio

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? Si può capire una persona dal suo volto?

Comunicazione No Comments »

Ciao,

come ti comporteresti se tu potessi capire una persona dal suo volto?

E’ possibile?

Sembra davvero incredibile… eppure è così!

Ricordo che ne rimasi molto sorpreso anche io, la prima volta che venni a conoscenza di certe tecniche di fisiognomica e morfopsicologia.

La fisiognomica studia i dati caratteriali di una persona attraverso l’aspetto fisico e la morfopsicologia è una sua evoluzione.

La morfopsicologia, riguarda le relazioni fra la forma del viso e la personalità.

 

Il volto è una vera e propria mappa del tuo passato!

 

Attenzione, morfopsicologia o meno…  non significa che da un’analisi superficiale puoi permetterti di giudicare o catalogare una persona… questo non è una bella cosa nella comunicazione (ed in genere) ed oltretutto…  potrebbe farti prendere parecchi abbagli! Fidati! ;-)

Però, nel volto di una persona, ci sono tanti particolari evidenti che… “urlano”!

Già! Non ne hai idea.

Ad esempio, possiamo dividere il viso in tre piani:

  • Bocca, mento e mascella, riguardano il piano istintuale ed i bisogni primari;
  • Zigomi, naso e orecchie, riguardano il piano emotivo ed il modo di vivere gli affetti;
  • Occhi, sopracciglia e fronte, riguardano il piano cerebrale e la tendenza a “vivere con la testa”;

A seconda delle caratteristiche di ogni piano del viso, possiamo capire tante cose, ad esempio se una persona è più materiale o dà molta importanza alle emozioni, o se vive con la testa fra le nuvole, ecc.!

In base anche alla larghezza dei vari piani ed alle loro caratteristiche, si può capire i cambiamenti che vi sono stati nella vita di una persona, fino al momento attuale!

Dai profili del viso, si può anche capire se vi sono stati dei forti traumi passati o se la persona si è adattata molto bene, aprendosi caratterialmente all’ambiente, ecc. 

In un video corso molto bello “Capirsi al primo sguardo”, Michele Tribuzio dà tante informazioni e concetti e spiega (in due ore e mezzo) in modo chiaro, semplice e divertente, le basi per capire una persona, cogliendo certi dettagli o caratteristiche del volto, che ai non esperti potrebbero sembrare casuali ed insignificanti… ma non tanto insignificanti a chi conosce queste discipline.

Ne eri a conoscenza? ;-)

La straordinaria simpatia trascinante e competenza di Michele Tribuzio (detto anche “zio Mike”), fanno sì che tali concetti rimangano davvero impressi senza tanti giri di parole.

E c’è tanto altro…

In questo DVD “Capirsi al primo sguardo”, si parlerà oltre che di fisiognomicamorfopsicologia in relazione al viso, anche di Psicosomatica (connessione tra un disturbo e la sua natura psicologica) e di Semiotica (studia i segni)…

con cui sarà possibile decodificare immediatamente tutti i messaggi verbali e non verbali di un interlocutore.

Dato il numero elevato di concetti che troverai in questo dvd, ti consiglio di rivederlo più di una volta lasciando passare un breve periodo di tempo (fra una visione e l’altra) e di leggere anche con attenzione il libretto allegato nella confezione, per focalizzare ancora meglio il tutto.

Non farti spaventare, alla fine è tutto molto semplice.

Credo che sia uno di quei casi in cui il prodotto vale molto di più del suo costo… (non sempre un prezzo alto è sintomo di qualità o viceversa).

Una volta imparati i principi, ti consiglio di sperimentare divertendoti… senza giudicare, cercando di verificare in seguito, con domande alla persona “analizzata”… (magari quando avrai raggiunto un livello di confidenza accettabile). :-)

Mi auguro che una volta apprese queste tecniche, possano aiutarti a rendere sempre più efficaci i rapporti con gli altri.

Un abbraccio,

Giulio

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! L’importanza del nome

Comunicazione, Seduzione No Comments »

Ciao,

ti è mai capitato di presentarti a qualcuno…

e subito dopo… ti sei reso conto di non ricordarti affatto il suo nome? 8O

Eppure l’importanza del nome è devastante…

 

il nome permette di entrare in empatia con l’altra persona!

 

Eppure non so te,… quante volte ci presentiamo a qualcuno od a qualcuna, ma non prestiamo minimamente attenzione a quello che l’altra persona ci dice!

Le cose peggiorano, quando siamo di fronte a più persone nuove contemporaneamente…

 

stringiamo mani a destra ed a sinistra, ma nella maggior parte dei casi le persone non si ricordano assolutamente il nome dei nuovi interlocutori… praticamente come avere davanti MISTER X o WONDER Y e Z. :-(

Allora cosa ci presentiamo a fare… se non ricordiamo i nomi?

 

Vorrei che tu rispondessi sinceramente a questa domanda… 

 

Che sensazioni ti darebbe, sentire una persona appena conosciuta, chiamarti con il tuo nome con calore?

E se invece a fine incontro, la persona ti confessasse di non ricordare affatto il tuo nome… o peggio, tu non ti ricordassi il suo nome,… ciò come ti farebbe sentire? :-(

Già, un bel problema!

A me è capitato spesso! Probabilmente qualche volta ricapiterà… :-(

Ho cercato allora di inventarmi un metodo per ricordare i nomi delle persone! :-)

 

Voglio condividere con te, questo metodo semplice che ho elaborato per ricordare i nomi:

associa la persona ad un personaggio famoso omonimo (od un tuo amico o conoscente) od ad un oggetto con caratteristiche affini al nome ed immaginaci una scenetta bizzarra collegata.

(ad esempio la persona si chiama Carlo -> associa Carlo Magno -> immagina un grosso panino che mangia Alessandro, il tuo interlocutore) :-)

(oppure la persona si chiama Chiara -> associa la luna che è pallida e chiara -> immagina la luna che cade in testa a Chiara, la tua interlocutrice) :-)

Può sembrare una scemenza, ma è un po’ il principio su cui si basano le tecniche di memoria e di cui parleremo in un altro articolo. E più le associazioni sono strambe… più la memoria sarà ben impressa!

Curioso vero?

Questo primo trucco, può andar bene per quando conosci una persona, ma non hai il tempo di farlo con tutti, quando devi presentarti a tante persone insieme… per lo meno non è facile!

Allora…

trova una scusa per ripetere il nome del nuovo interlocutore od interlocutrice (o di ciascun di essi/esse nel caso siano tanti). Ripetere il nome è come salvarlo in memoria!

Ad esempio: “Piacere Elisabetta!

Hey Elisabetta, che piacere, io sono Giulio“, oppure “Che bel nome Elisabetta, piacere di conoscerti, il mio nome è Giulio” … ecc.

ovviamente cerca di dire frasi che senti realmente! La comunicazione deve essere integra e vera!

Semplice vero? ;-)

Prova, sperimenta… all’inizio è probabile che non ricorderai neppure di applicare il metodo… non importa…

pian piano diventerà un’abitudine. Divertiti nel testare! :mrgreen:

Fammi sapere se funziona per te.

 

Ricordare nomi di persona è il primo passo… con il nome puoi fare vere magie… persino accrescere il mistero… e chissà cos’altro! ;-)

Buona notte,

Giulio

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? Come comunicare bene?

Comunicazione, Recensioni No Comments »

Ciao,

ti sei mai chiesto cosa significa davvero comunicare bene?

Pochi giorni fa ero in un supermercato e mentre stavo per avvicinarmi alle casse… ho sentito un urlo:?:

cercando di capire cosa stava accadendo… ho visto che un uomo ed una donna stavano litigando ad alta voce e molto minacciosamente… (a dire il vero non ho capito per cosa) … forse perchè uno dei due era passato avanti in fila…

davvero un brutto spettacolo! 8O

Dalla bocca di ognuno dei due interlocutori uscivano fiumi di parole… probabilmente senza che nessuno stesse ad ascoltare l’altro… e più che uno rilanciava, più la lite si riaccendeva sempre più!

In pratica…

un esempio di cattiva comunicazione!

Probabilmente sarebbe bastato molto poco da parte di uno dei due, per riappacificare subito gli animi. :-)

In un mio vecchio articolo “Il vero potere di ascoltare gli altri”, dicevo che una buona comunicazione è basata sul linguaggio del subconscio: della serie si può comunicare bene anche senza parlare. ;-)

Ovviamente in questa situazione al supermercato, una comunicazione senza parlare (non verbale) non era sufficiente … ed allora sarebbe stato utile da parte di uno dei due interlocutori fare un primo “passo” di avvicinamento (nel senso di usare poche parole e gesti empatici) verso il mondo dell’altra persona, per poi condurla verso il nostro mondo… e probabilmente la lite non sarebbe mai cominciata.

Spesso quando comunichiamo, vogliamo imporre il nostro modo di dire, di fare,  dando oltretutto per scontato che la persona di fronte a noi capirà esattamente cosa vogliamo dire od ancor peggio cosa abbiamo solo in mente (come se per telepatia si potesse capire)... purtroppo non è sempre così… :-(

non dare mai per scontato che gli altri capiscano cosa vuoi comunicare!

Per spiegare meglio questo concetto, voglio riportarti una conversazione molto divertente… registrata sulla frequenza di emergenza marittima sul canale 106 a largo della costa di Finisterra (Galicia), tra galiziani e americani, il 16 ottobre 1997.


Spagnoli
: (rumore di fondo) … vi parla l’A-853, per favore, virate 15 gradi sud per evitare di entrare in collisione con noi. Vi state dirigendo esattamente contro di noi, distanza 25 miglia nautiche.

Americani: (rumore di fondo) … vi suggeriamo di virare 15 gradi Nord per evitare la collisione.

Spagnoli: Negativo. Ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione.

Americani: (un’altra voce) Vi parla il Capitano di una nave degli Stati Uniti d’America. Vi intimiamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione.

Spagnoli: Non lo consideriamo fattibile, ne conveniente, vi suggeriamo di virare di 15 gradi per evitare di scontrarvi con noi.

Americani: (tono accalorato) VI PARLA IL CAPITANO RICHARD JAMES HOWARD, AL COMANDO DELLA PORTAEREI USS LINCOLN, DELLA MARINA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, LA SECONDA NAVE DA GUERRA PIU’ GRANDE DELLA FLOTTA AMERICANA. CI SCORTANO 2 CORAZZATE, 6 DISTRUTTORI, 5 INCROCIATORI, 4 SOTTOMARINI E NUMEROSE ALTRE NAVI D’APPOGGIO.

NON VI “SUGGERISCO” VI “ORDINO” DI CAMBIARE LA VOSTRA ROTTA DI 15 GRADI NORD. IN CASO CONTRARIO CI VEDREMO COSTRETTI A PRENDERE LE MISURE NECESSARIE PER GARANTIRE LA SICUREZZA DI QUESTA NAVE. PER FAVORE OBBEDITE IMMEDIATAMENTE E TOGLIETEVI DALLA NOSTRA ROTTA!!!

Spagnoli: Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone. Ci scortano il nostro cane, il cibo, 2 birre ed un canarino che adesso sta dormendo. Abbiamo l’appoggio della stazione radio “Cadena Dial de La Coruña” e il canale 106 di emergenza marittima.
Non ci dirigiamo da nessuna parte, visto che parliamo dalla terra ferma, siamo nel faro A-853 di Finisterra sulla costa Galiziana. Non abbiamo la più pallida idea di che posto abbiamo nella Classifica dei fari spagnoli. Potete fare cosa vi pare, ma se non cambiate rotta, la vostra nave si sfracellerà sulla roccia.

Americani: Bene, ricevuto, grazie. :-D

Quando l’ho letta, ho riso per 12 ore! :-D

La storia gira in rete e sembra che non sia vera… (vi sono numerose varianti: a volte il faro è canadese e la conversazione radio si sarebbe tenuta al largo di Terranova (Newfoundland in inglese). Anche le navi e le date cambiano spesso). Sembra anche che vi sia stata la smentita della Marina Statunitense!

Poco importa…

Mi serviva per farti capire il concetto. :-)

In questo episodio del faro, manca ovviamente il rapporto visivo fra le persone… una componente comunque importante per la comunicazione non verbale!

Per cominciare a capire allora a capire questo linguaggio di comunicazione che va oltre le parole, mi sento di consigliarti “Comunicazione: il Segreto per Creare Relazioni di Successo” di Vincenzo Fanelli.

E’ un DVD introduttivo contenente un concentrato di concetti e trucchi molto semplici da applicare… spiegate da Vincenzo in maniera molto chiara.

Si parte da un concetto nella comunicazione che

“comunicare non significa cambiare gli altri… impara a cambiare tu per primo!”

La flessibilità è una gran dote! … e non solo nella comunicazione.

… Ed a mio parere deve essere accompagnata dalla lealtà per una comunicazione integra ed ancor più efficace.

ATTENZIONE: potrei consigliarti altre cose più avanzate, ma per esperienza, per digerire certe cose e riuscire ad applicarle davvero in automatico, occorre pratica! Ti devi rimboccare le maniche ed esercitarti! ;-)

Pertanto a mio avviso, conviene cominciare dalle basi con esercizi e concetti semplici. Fra un po’ di tempo ti darò dei suggerimenti con difficoltà crescente. ;-)

Buona serata,

Giulio

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! Il VERO potere di Ascoltare gli altri

Comunicazione 3 Comments »

Ciao,

hai mai sperimentato il …

VERO potere di Ascoltare gli altri?

Una normale conversazione come avviene?

Nei primi modelli lineari di comunicazione (fra due persone A e B), si considerava la sorgente del messaggio (persona A), ed il destinatario (persona B) che normalmente doveva decodificare quanto ricevuto… (questo avviene ancora oggi nella vita di tutti i giorni!) :-)

capirai da te che… affinché questo avvenga al meglio…
è necessario prestare attenzione!
:-)

Ascoltare gli altri è fondamentale… e per questo, occorre un modello ciclico.

Ma tutto ciò è sufficiente per capire gli altri?

Ti è mai capitato di parlare con una persona e di sentire nonostante tutto che la conversazione è vuota?

Oppure ti è mai capitato di sentirla completamente “distante”, come se ci fosse un muro fra te ed il tuo interlocutore! Eppure vi scambiate delle parole… :-(

Ed allora cosa manca?

Occorre ascoltare gli altri non solo con le orecchie!

Parliamo per il 93% con un linguaggio diverso da quello delle parole… il linguaggio del subconscio!

con Ascoltare, infatti intendo proprio… riuscire a captare questo linguaggio impercettibile.

Un linguaggio per

comunicare e capire gli altri ad un livello più profondo!

Comprendere gli altri è una dote naturale (che non molti hanno), ma con un po’ di pratica si può acquisire questa straordinaria capacità: l’arte di ascoltare o di comprendere gli altri.

Capisci la differenza?

Cosa fare allora?
Non preoccuparti, ne parleremo in maniera più approfondita nei successivi articoli. Ti darò degli spunti e risorse utili.

Resta in ascolto! :-D

Un abbraccio,

Giulio

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! La prima impressione dalla stretta di mano!

Comunicazione 3 Comments »

Ciao,

lo sapevi, che quando conosci una persona nuova, in pochi secondi…

comunichi già una prima impressione di te, dalla stretta di mano?

 

Non hai idea di quanto potere vi sia a livello di comunicazione nel subconscio dell’altra persona, nel semplice gesto dello stringere la mano

… MA quale dovrebbe essere la stretta di mano corretta?

L’incavo fra il pollice e l’indice, deve perfettamente intersecarsi nell’incavo dell’altra mano, cercando di stringere l’altra mano con la stessa pressione che ci viene fornita… con un po’ di pratica è facile valutarne l’entità. 

E’ necessario evitare assolutamente la “mano a mozzarella” (stretta debole ed impalpabile senza personalità) o nel caso opposto … evitare possibilmente… di stritolare l’altra mano per la troppa pressione!

RILASSATI! :-D

Trasmettiamo segnali in continuazione peggio di una stazione radio… e ci esprimiamo in predominanza attraverso la comunicazione non verbale,… è pertanto normale che una corretta stretta di mano dia già una buona impressione della nostra personalità! Hai idea di quanto conti il linguaggio dei gesti?

E’ però importante anche un’altra cosa!

Occorre guardare negli occhi l’altra persona, esprimendo un sorriso sincero… mentre si stringe la mano

 

sembra una banalità, ma… la maggior parte delle persone non lo fa mai!

Questo è FONDAMENTALE… perchè da un senso di accoglienzafa sentire importante il nostro interlocutore… non ci credi?!?

Prova allora a stringere la mano guardando da un’altra parte con una faccia imbronciata… poi mi saprai dire come procede la vostra conversazione… ;-)

 

Eppure si può comunicare ancor più profondamente…

 

sì, perchè contano anche altre sfumature… come ad esempio l’inclinazione…

Il mistero s’infittisce… :-D

Buona notte,

Giulio

 

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? Si può capire gli altri dai loro colori?

Comunicazione, Recensioni No Comments »

Ciao,

si può capire gli altri dai loro colori (dei vestiti, capelli, unghie o degli accessori indossati in genere, ecc…)?

 

Ti piacerebbe farti un’idea a colpo d’occhio, sulla persona che hai di fronte, dai suoi colori?

 

E’ noto ormai che per la maggior parte dei casi, comunichiamo con le altre persone anche senza parlare inviando continuamente messaggi in base a come ci muoviamo, ai nostri atteggiamenti od al tono della propria voce; nel 93% dei casi, ad un primo impatto stabiliamo dei rapporti che si basano principalmente su una comunicazione non verbale.

Ed allora

 

i colori ci fanno capire qualcosa in più sul nostro interlocutore?

 

Tutte le risposte vengono fornite e spiegate in questo DVD “Decode the Color” (di 1 ora e 36 minuti) dal ricercatore Nicholas Caposiena.

 

Questo DVD, debbo dire molto essenziale (senza mirabolanti effetti speciali), mira a dare una vasta quantità d’informazioni pratiche. ;-)

Viene spiegato come applicare l’uso dei colori nella comunicazione nelle relazioni affettive (o nei rapporti sociali in genere), nei rapporti di lavoro, nelle attività di vario tipo o nel nostro ambiente.

E’ uno strumento utile per capire al primo colpo d’occhio che tipo di persona hai di fronte, ed uno strumento divertente (da sperimentare nella pratica quotidiana) per stabilire la compatibilità con una persona!

Tramite l’analisi dello spettro cromatico visibile della luce (risalente già ad Isac Newton), si parla di:

  • Colori e personalità
  • Colori e moda
  • Colori nelle risorse umane
  • Colori negli ambienti
  • Colori e seduzione
  • Come riconoscere il proprio colore
  • I colori per vivere meglio

Per carità, questo approccio, non deve essere confuso col giudizio superficiale verso le persone (che a mio parere vanno sempre conosciute in profondità… anche con altre tecniche che vedremo :-) ), tanto è vero che nel video viene spiegato come osservare la ripetitività di certi colori preferenziali.

A me è piaciuto molto anche la scoperta del proprio colore o dei colori personali;

ti sei mai chiesto…

perchè spesso preferiamo indossare vestiti di certi colori piuttosto che altri?

Nel mio caso mi sono rivisto molto… nell’associazione dei colori preferiti con le mie caratteristiche emotive.

Come sempre dico… non credere a me, sperimenta TU di persona! ;-)

Un abbraccio,

Giulio

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