Ciao!
Siamo sempre stati educati a credere nell’ereditarietà genetica, quasi come una condanna passiva, a seconda di cosa abbiamo ereditato dai nostri genitori o antenati…
eppure secondo le più recenti scoperte scientifiche, sembra che
l’ambiente influenzi i geni!
E qua tocchiamo davvero un tasto molto caldo! Ohi, come brucia!
Secondo il biologo di fama mondiale Bruce Lipton, ciò in cui crediamo determina ciò che siamo e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute!
Già… per dirla tutta, un bello scossone al paradigma scientifico!
Ed ovviamente (anche se le nuove scoperte dovessero rafforzare ulteriormente tale direzione scientifica), ne passerà di acqua sotto i ponti, prima che ciò venga accettato… non solo per scetticismo, ma diciamola tutta anche per interessi economici.
Basti pensare che ci sono voluti 250 anni per accettare che la terra non era piatta!
Sempre secondo Bruce Lipton, il vero cervello di una cellula non è nel nucleo, ma è costituito dalla membrana… questo porta ad una conclusione sbalorditiva: i geni non controllano la nostra biologia, sono invece l’ambiente e le nostre convinzioni (o percezione della realtà) ad influenzare il comportamento delle nostre cellule.
Questo può avere delle conseguenze positive (o negative se non ci convinciamo del contrario) sulla vita delle persone, sul loro benessere ed sui loro comportamenti.
A mio parere sappiamo ancora poco sulle nostre potenzialità…
se sei appassionato e segui questo mio blog da un po’… comincerai ad intuire quanto meno leggendo i vari articoli (relativi anche ai risultati di altre discipline, scoperte o tecniche innovative), che non è tutto così scontato su quanto siamo stati abituati a credere… a meno che vogliamo continuare ancora a farlo….
Nel 1952 il dottor Albert Mason tentò di guarire delle verruche ad un braccio di un paziente quindicenne tramite ipnosi (con tale pratica altri medici vi erano riusciti); quando il ragazzo tornò a farsi controllare una settimana dopo, Mason esultò per il fatto che il ragazzo era guarito…
quando Mason però fece vedere il ragazzo ad un collega chirurgo che aveva tentato senza successo dei trapianti di pelle, il chirurgo capì subito che non si era trattato affatto di verruche, ma di una malattia genetica letale chiamata ittiosi o xerodermia congenita.
Mason ed il ragazzo erano riusciti a fare qualcosa che fino ad allora era considerato impossibile: una perfetta guarigione della pelle e del braccio tornato perfettamente sano, nonostante una malattia letale!
La cosa non si ripetè più con successo in altri pazienti… ma la vera domanda da farsi è:
Come è possibile che la mente riesca a scavalcare la programmazione genetica, come nel caso appena visto? Come poterono le credenze di Mason (o del paziente) influenzarne gli esiti?
Dopo quanto detto, voglio consigliarti il libro straordinario del biologo Bruce Lipton - “La Biologia delle Credenze”
ovvero, come il pensiero influenza il DNA ed ogni cellula. In questo libro viene raccontata la storia del biologo Bruce Lipton, delle sue scoperte, dei suoi esperimenti scientifici, delle scoperte della nuova fisica quantistica e dei due aspetti della nostra mente conscia e subconscia e di come queste siano completamente diverse fra loro e come influenzino i nostri comportamenti.
Ti consiglio in proposito anche il DVD di (oltre 4 ore) “La Mente è più forte dei geni”, dove Bruce Lipton presenta le sue nuove scoperte.
Lipton, aveva capito che alla luce dei nuovi risultati delle sue ricerche, l’ambiente e le nostre convinzioni influenzano la nostra biologia. Aveva capito che i nostri comportamenti sono pilotati in automatico dal nostro subconscio, in base a quanto assorbito da piccoli (nei primi 6 o 7 anni di vita) dai genitori o dalle esperienze vissute (anche successive), ma non aveva capito come riscrivere realmente i nostri programmi mentali e come interrompere certe abitudini acquisite…
fino al incontro casuale e fatale durante un convegno con il dottor Robert Williams ed alla scoperta di PSYCH-K® …
ovvero una tecnologia per riscrivere i programmi mentali.
Ne parleremo nel prossimo articolo, non mancare.
Buona serata,
Giulio





























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