^ La Scienza perduta della Preghiera

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Ciao,

quante volte le persone si affidano alla preghiera, per chiedere qualcosa usando le parole, secondo le preghiere che ci sono state insegnate? :-)

Quante risposte (con risultati positivi) sono state ottenute da tale modo di pregare? :-?

Esiste un modo di pregare perduto? :-?

Io stesso anni fa ero un convinto praticante della preghiera (con ad esempio lunghe recitazioni del Rosario) e mi sono sempre chiesto sull’utilità di tutto ciò. Mi accorgevo che nonostante i miei buoni propositi, finivo col dire solo tante parole in maniera meccanica. E questo mi lasciava con un senso di incompletezza a fine giornata.

Qualcosa non mi convinceva… e sentivo l’esigenza di un qualcosa di più profondo ed appagante.

Ai tempi non conoscevo un diverso modo di pregare e di “sentire” emozionale, finché non venni a conoscenza del libro: “La Scienza perduta della Preghiera” di Gregg Braden.

La Scienza perduta della Preghiera, indica un modo di pregare dimenticato.

Molte scoperte attuali della Fisica quantistica, che mostrano quanto le emozioni possano influenzare la realtà esterna, erano già state dette o scritte in molte tradizioni spirituali antiche.

Il pensiero (nella mente) genera emozioni (nella pancia) e produce onde elettromegnetiche attraverso il cuore (il più potente generatore di onde elettromagnetiche in natura), della stessa natura della materia, modificandola.

Ad esempio nel Vangelo di Tommaso, tale concetto è ripetuto ben due volte:

“Quando farete dei due (pensiero ed emozioni) uno, diventerete figli dell’Uomo, e quando direte alla montagna ‘spostati!’, essa si sposterà”.

Vangelo di Tommaso (v. 106)

oppure:

Se due (pensiero ed emozione) fanno pace in una stessa casa (l’essere umano) diranno alla montagna ‘Spostati!’ e quella si sposterà.”

Vangelo di Tommaso (v.48)

Putroppo altre interpretazioni sono state date, ma a me sembra davvero clamoroso come entrambi i versetti si riferiscano al numero due (non a tre, o quattro, ecc. perché non si tratta di persone) ed al fatto di poter fare cose APPARENTEMENTE impossibili come spostare una montagna. :-)

Tali capacità di pregare sono state nascoste… ma c’è una bella differenza fra il chiedere a parole con esteriorizzazioni, e SENTIRE di aver GIÀ OTTENUTO con fede!

Purtroppo la scienza perduta delle preghiera è stata dimenticata, perché clamorosamente celata in passato fino ad oggi! :-(

Ci hanno fatto credere di pregare chiedendo con certe parole specifiche (preghiere) o con certe esternazioni, ma è dall’interno che le emozioni nascono ed hanno efficacia sulla realtà.

Inoltre avere un sentimento di richiesta (anziché certezza di aver ricevuto), cambia notevolmente le emozioni generate: nel primo caso non potrà altro che generare emozioni di procrastinazione con emozioni non propriamente positive, mentre nel secondo caso emozioni di benessere ed appagamento.

La Scienza perduta della Preghiera è fondata sul sentire di aver già ricevuto!

Nel Vangelo di Giovanni (capitolo 16, versetti 23-24), normalmente la traduzione attuale (a seconda della versione) è:

In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia completa.

Qualcuno ha mai ottenuto qualcosa, usando la preghiera fatta di sole parole? :-?

Scrivendo questi articoli, ogni volta mi sorprendo di quanto sia stato tutto tagliato e “taroccato”, in quanto la versione originale in aramaico contiene anche parti mancanti con ben altro significato:

Tutte le cose che chiederai dall’interno del mio nome, le riceverete. Fino ad ora non l’avete fatto.

Chiedete senza un motivo nascosto e siate circondati dalla vostra risposta.

Siate avvolti dal vostro desiderio e che la vostra felicità sia completa.

Davvero sorprendente come il significato cambi completamente! :-?

È evidente che vi sia un certo interesse a non mostrare il vero significato nei testi (considerati sacri) … per controllare le masse ed inculcare nelle persone il concetto di impotenza… affidandosi solo a fattori esterni non dipendenti dalla sua volontà.

Sappiamo che nel 325 D.C. l’Imperatore Costantino del Sacro Romano Impero convocò un Concilio per decidere quali libri dovevano essere inclusi o canonizzati, nella Bibbia così come la conosciamo oggi. Il concilio decise di eliminare 25 libri e di aggiungerne altri 20.

Le scoperte archeologiche del XX secolo, come quelle dei Rotoli del Mar Morto e della biblioteca di Nag Hammadi, ci hanno dato la possibilità di dare uno sguardo al contenuto di quei libri “perduti” della Bibbia. Tali testi sono sorprendentemente presenti anche in monasteri sperduti in varie parti del pianeta corrispondenti a ben altre culture.

La Scienza perduta della Preghiera, è supportato da tanti testi e tradizioni spirituali antiche.

Il libro “La Scienza perduta della Preghiera” di Gregg Braden è diviso in cinque parti:

  1. Il nostro modo perduto di pregare: ne abbiamo parlato fino ad ora;
  2. Il dolore è il maestro, la saggezza è la lezione: quale è il nostro limite di sopportazione del dolore e quali sono le nostre più grandi paure? Che influenza hanno entrambe sulla nostra durata biologica? Perché viviamo in media solo un secolo, quando i grandi personaggi vivevano anche 800/900 anni? ;-)
  3. Il rilascio del dolore attraverso la benedizione: dato che la preghiera è sentire, se comincio a pregare nel dolore, otterrò solo dolore. Occorre benedire ciò che ci ha creato dolore emozionale, per cambiare la nostra percezione emozionale riguardo a tale situazione.
  4. La bellezza come fattore di trasformazione: vedere la bellezza in ogni situazione anche se sembra non esserci (ma c’è sempre!). Come ESERCIZIO: osserva nell’ambiente pubblico dove ti trovi le persone, e focalizzati su una persona che ti colpisce o che ha interagito con te, pensando quanto sarebbe più vuota la tua vita se quella persona non esistesse.
  5. Come creare preghiere personali: che si addicono di più ad ogni persona per accrescere la fiducia ed il potere delle emozioni.

“La Scienza perduta della Preghiera” è un libro molto interessante che alla luce della fisica quantistica attuale, ed ai testi del passato, cambierà quanto meno il tuo modo di pensare riguardo alla preghiera. ;-)

Buona serata,

Giulio

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